• Percorso:
  • L'incontro con Fellini - Marzio Dall'Acqua 2000

    Introduzione al catalogo 'Amarcord: omaggio a Federico Fellini'

    Il pavone del Conte (Amarcord) (F.Fellini), 2000 olio su tela, 100x100 cm. collezione Methis Coopsette, Campegine R.E.Il pavone del Conte (Amarcord) (F.Fellini), 2000 olio su tela, 100x100 cm. collezione Methis Coopsette, Campegine R.E.

    ...Le tele del pittore reggiano, tutte uguali nel formato, come fotogrammi di una pellicola cinematografica, fermano un'emozione che di un'opera di Fellini è rimando, impastata con asprezza in cromatismi spessi e unghiati, graffiati e addensati, con piani che si accavallano e si annullano, si sovrappongono, alla ricerca di una luce della memoria che tende ad annullarsi in un colore dominante, in un monocromo screziato e screpolato.
    segue »

  • 'Omaggio a Verdi' - Luciano Caramel 2001

    Introduzione al catalogo 'Giuseppe Verdi-Alfonso Borghi, i colori della musica'

    ...Borghi ha continuato a intrattenere un rapporto con le cose e le persone, cercando una narratività fatta di folgoranti richiami, di scariche dinamiche, di coinvolgimento emotivo, anche sul registro fantastico.
    Ed è pure la causa del dialogo, cercato e praticato, con poeti (da William Blake, Eluard, Prévert, Garcia Lorca, Aleixandre, Dylan Thomas a Quasimodo, Sanesi o, recentissimamente, a Shelley), registi cinematografici (Fellini) e musicisti, come il conterraneo Verdi innanzi tutto, al quale l'artista ha dedicato già qualche anno fa, nel 1997, una serie di dipinti riferiti al Nabucco (Il trionfo di Nabucco), al Rigoletto (Ah, la maledizione!), al Trovatore (Di quella pira l'orrendo foco…), all'Otello (Temete signor la gelosia…). segue »

  • 'Quei Colori che palpitano' - Maurizio Calvesi 2000

    Introduzione al catalogo 'Amarcord: omaggio a Federico Fellini'

    La Fogarazza (Amarcord) (F.Fellini), 2000 olio su tela, 100x100 cm Collezione Methis Coopsette, Campegine R.E. La Fogarazza (Amarcord) (F.Fellini), 2000 olio su tela, 100x100 cm Collezione Methis Coopsette, Campegine R.E.

    Nella pittura astratta capita non di rado che i titoli dati ai dipinti siano puri pretesti, o forse sarebbe meglio dire "post-testi", nel senso che nascono dopo l'elaborazione dei testi pittorici e vengono ad essi semplicemente aggiunti o applicati, senza che abbiano avuto alcuna funzione nella genesi dell'opera.

    In Alfonso Borghi si ha invece l'impressione esattamente contraria, di un motivo ben preciso che detta l'ispirazione del quadro e che resta poi fissato nel titolo; anche se la quasi totale mancanza di appigli figurali rende difficile o impossibile all'osservatore, di riconoscere il tema in termini di iconografia.
    Ma allora, di dove nasce questa impressione? Credo che nasca dalla vocazione naturalistica della pittura di Borghi che nei colori, nei movimenti delle forme, nella densità e nel respiro stesso della materia rivela sempre il suo originario stimolo di "verità", l'assonanza simpatetica con i colori e le forme della natura, della realtà. segue »