Sgarbi con Borghi nella taverna.
Borghi con Andrea Papini.
Il critico Vittorio Sgarbi presenta il suo ultimo libro nello studio di Borghi.
Il pubblico presente alla serata.
Borghi con Stefano Bollani.
Bollani nello studio del maestro.
Bollani durante le prove prima del concerto.
Bollani con Aliuccia Borghi.
Invitati al concerto di Bollani.
Andrea Papini al pianoforte durante lo spettacolo.
Alfonso Borghi tra Gaetano Riccobono e Gianni Cazzola.
Alberto e Malica.
Il pubblico durante il concerto di Riccobono.
Borghi prima del concerto di Gaslini.
Aliuccia Borghi con il dottor Marchesi.
Il collezionista Gianni Iotti.
Enrico Rava durante il concerto nello studio di Borghi.
Il pubblico presente al concerto di Rava. In prima fila la famiglia Marcheselli.
Alle spalle del maestro la grande tela "La Messa da requiem".
Claudio Rinaldi, caporedattore della Gazzetta di Parma, con Sandro Rinaldi.
Scorcio dello studio trasformato in galleria.
Alfonso Borghi
La Giustizia giusta, opera realizzata per il Palazzo di giustizia di Milano.
Scorcio dello studio.
Alfonso Borghi con Giuseppe Amadei davanti al trittico "La giustizia giusta".
Alfonso Borghi e Giuseppe Amadei.
Alfonso Borghi con il critico Rolando Bellini.
Sono i quadri il faro della vita di Alfonso Borghi. I quadri, presenza costante, scandiscono la giornata dell'artista fin dal mattino. Si potrebbe dire che Borghi si mette all'opera fin dal suo risveglio. "Quando lavoro su un tema ci penso in continuazione. L'idea mi accompagna ovunque e la porto sempre con me. Anzi, spesso capita che ho fretta di andare in studio per realizzare quello che ho in mente. Ho fretta di mettermi davanti alla tela per rendere concreto il pensiero".
Lo studio di Borghi non è solo il luogo della creazione, è anche il luogo della riflessione e del divertimento. "Quando ho deciso di realizzare il mio atelier volevo che diventasse un salotto dove amici, collezionisti ed esperti d'arte potessero incontrarsi. E così è stato. Nel mio studio si parla di quadri, ma anche di libri, di musica, di teatro".