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La vita nei quadri
Alfonso Borghi racconta come nasce un'opera d'arte
Sono i quadri il faro della vita di Alfonso Borghi. I quadri, presenza costante, scandiscono la giornata dell'artista fin dal mattino. Si potrebbe dire che Borghi si mette all'opera fin dal suo risveglio.
"Quando lavoro su un tema ci penso in continuazione. L'idea mi accompagna ovunque e la porto sempre con me. Anzi, spesso capita che ho fretta di andare in studio per realizzare quello che ho in mente. Ho fretta di mettermi davanti alla tela per rendere concreto il pensiero. E' importante iniziare subito il lavoro con colori, pennelli e spatole: il quadro che ne uscirà non è mai esattamente come l'avevo pensato all'inizio perché il quadro ha un dialogo con me".
Insomma può capitare che esca un quadro anche completamente diverso da come era stato progettato?
"Può capitare anche questo. Vede, un pittore non segue una linea retta, quando lavora. Può inoltrarsi anche in percorsi più tortuosi. Tutto dipende dagli stati d'animo. Se così non fosse saremmo macchino sempre pronte a sfornare qualcosa e sempre qualcosa di bello".
Quindi a volte il risultato finale può non essere soddisfacente?
"Certo. A volte ho bisogno di rifare quello che ho fatto, a volte ho voglia di distruggerlo. E distruggo se è il caso".
Quando tutto fila liscio in quanto tempo una tela è pronta?
"Naturalmente dipende dalle dimensioni. In media però in un giorno o due, eccetto i quadri di grandissime dimensioni, il quadro è fatto: la mattina preparo la tela, il fondo, aspetto che i colori si asciughino e metto a punto i particolari".
Facciamo un passo indietro. Una giornata-tipo come inizia?
"Prima di andare in studio faccio ogni giorno, di buon mattino, un giro con mia moglie. Poi mi metto in macchina e mi dirigo verso Parma. Non faccio mai la stessa strada. E soprattutto non faccio mai quella principale, la via Emilia. Troppe auto, troppa confusione. Volete mettere la magia delle stradine secondarie della bassa? Mi piace moltissimo inoltrarmi nella campagna, guardare i colori del paesaggio, osservare la natura, gli alberi, le colline quando si vedono in lontananza, gli uccelli, i campi, i prati. E intanto penso al quadro che andrò a fare. E, se non ho un'idea precisa in testa, guardarmi intorno mi aiuta a farmela venire".
Nel suo studio poi trova spesso qualcuno ad attenderla: collezionisti, amici o altri pittori che vengono a vederla mentre lavora. Non la infastidiscono?
"L'importante è che non interferiscano con l'opera. Ti possono fermare il gesto. Ma se sono discreti possono stare lì con me".
E quando ha un po' di tempo libero?
"Allora sfoglio libri d'arte e ascolto musica classica. Anche questo mi serve per riflettere".



